NO ALLA TRASMISSIONE A MEZZO PEC DELL'INVITO A ESIBIRE DOCUMENTI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

È nullo l’avviso di accertamento emesso all'esito di un procedimento amministrativo che ha inizio con la trasmissione a mezzo pec di un invito ad esibire documenti relativi alla posizione fiscale del contribuente, trattandosi di attività e funzioni ispettive e di controllo fiscale per le quali è esclusa la suddetta modalità di notifica. Questo è l’innovativo principio di diritto affermato dalla CTP Padova, con sentenza n. 23 del 04.02.2019.

La controversia sottoposta al vaglio della Commissione tributaria prende le mosse da un avviso di accertamento emesso ai danni di una Società, nel quale l’Agenzia delle Entrate contestava l’indebita deduzione di alcuni costi presuntivamente sopportati dalla contribuente.

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NON PUNIBILITÀ IN OMESSO VERSAMENTO SOGGETTA A PRECLUSIONI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

In tema di reati tributari, i soggetti che alla data di entrata in vigore delle modifiche legislative di cui al D.Lgs. 158/2015 hanno pendenti procedimenti inerenti ai reati di cui agli articoli 10-bis, 10-ter e 10-quater D.Lgs. 74/2000 possono avvantaggiarsi della speciale causa di non punibilità del pagamento integrale dell'imposta, stabilita dall'articolo 13 D.Lgs. 74/2000, entro la prima udienza utile successiva all'entrata in vigore della novella. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 8521 del 21.02.2019.

La vicenda muove dalla condanna del legale rappresentante di una società per omesso versamento di Iva, ex articolo 10-ter D.Lgs. 74/2000, confermata poi in appello dai giudici di seconde cure.

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IL GRAVE SCOSTAMENTO IN MATERIA DI STUDI DI SETTORE

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Come ormai noto, l'accertamento mediante studi di settore si avvia verso il tramonto normativo, essendo stato soppiantato dal varo degli indici sintetici di affidabilità.

Gli studi di settore, infatti, si esauriranno allo scadere del termine di decadenza previsto per l'ultimo periodo d'imposta di applicazione, il 2017, come stabilito dall'articolo 9-bis, comma 18, D.L. 50/2017.

Ciononostante, il Supremo Consesso si è ultimamente pronunciato, peraltro in maniera ambivalente, in merito al presupposto del grave scostamento tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli risultanti dagli studi, richiesto dall'articolo 10 L. 146/1998 e richiamante l'articolo 62-sexies D.L. 331/1993.

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MERITEVOLE DI TUTELA IL VINCOLO DI DESTINAZIONE A FAVORE DEI CHIROGRAFARI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Il vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter cod. civ. costituito da una società a responsabilità limitata anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo è meritevole di tutela, qualora sia finalizzato a consentire la soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione. È questo il principio di diritto che la Corte di Cassazione ha enunciato nell'ordinanza n. 1260 del 18.01.2019.

La controversia in esame trae origine da un'opposizione avverso un decreto ingiuntivo, finalizzata anche ad ottenere la declaratoria di invalidità dell'ipoteca giudiziale iscritta su un'immobile della società debitrice, che veniva sottoposto, prima del summenzionato diritto reale di garanzia, ad un vincolo di destinazione ai sensi dell'articolo 2645-ter cod. civ.

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È LEGITTIMO L'ACCERTAMENTO CHE NON SI ESPRIME SULLE OSSERVAZIONI DEL CONTRIBUENTE?

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

L’avviso di accertamento emesso a seguito di un pvc è valido anche se non menziona le osservazioni formulate dal contribuente ai sensi dell’articolo 12, comma 7, L. 212/2000. È questo il principio di diritto (poco condivisibile) enunciato dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 1778 del 23.01.2019.

La vicenda dalla quale prende le mosse il contenzioso deciso dalla Suprema Corte riguarda l'impugnazione di un avviso di accertamento emesso al fine di recuperare a tassazione la maggiore Iva, Ires e Irap relative all'anno d'imposta 2004.

Dopo l'esito negativo del giudizio di primo grado e di quello di seconde cure, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione. Il contribuente, invece, in considerazione del rigetto dell'appello incidentale proposto avverso la decisione della Ctp, decideva di effettuare un ricorso incidentale innanzi alla Corte di Cassazione.

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MOTIVAZIONE LIGHT NEGLI ACCERTAMENTI DOGANALI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

In tema di accertamento di dazi doganali preferenziali, l'obbligo di motivazione degli avvisi di rettifica è da ritenersi assolto con la mera indicazione dell'invalidazione, da parte dell’autorità emittente, del certificato EUR1, attestante l'origine delle merci, a ciò essendo irrilevanti le ragioni che hanno condotto al suo annullamento. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 2148 del 25.01.2019.

La vicenda trae origine dalla notifica di plurimi avvisi di rettifica, afferenti a Iva e dazi doganali, emessi a seguito di un controllo da parte dell’Amministrazione doganale del Paese esportatore e all'annullamento di certificati EUR1, con conseguente contestazione dell'indebito beneficio di esenzione daziaria prevista dal previgente Accordo europeo concluso tra i Paesi contraenti.

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MOTIVAZIONE LIGHT NEGLI ACCERTAMENTI DOGANALI

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

In tema di accertamento di dazi doganali preferenziali, l'obbligo di motivazione degli avvisi di rettifica è da ritenersi assolto con la mera indicazione dell'invalidazione, da parte dell’autorità emittente, del certificato EUR1, attestante l'origine delle merci, a ciò essendo irrilevanti le ragioni che hanno condotto al suo annullamento. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 2148 del 25.01.2019.

La vicenda trae origine dalla notifica di plurimi avvisi di rettifica, afferenti a Iva e dazi doganali, emessi a seguito di un controllo da parte dell’Amministrazione doganale del Paese esportatore e all'annullamento di certificati EUR1, con conseguente contestazione dell'indebito beneficio di esenzione daziaria prevista dal previgente Accordo europeo concluso tra i Paesi contraenti.

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LA DEFINIZIONE DEL PVC NON È PRECLUSA DALL'ACCERTAMENTO

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Non ha alcun effetto preclusivo sulla definizione agevolata del processo verbale di constatazione la notifica al contribuente, successivamente alla data del 24.10.2018, dell'avviso di accertamento avente ad oggetto le medesime violazioni constatate nel processo verbale.

È questo il chiarimento offerto dall'Agenzia delle Entrate con la risposta n. 19 del 30 gennaio 2019 alla domanda di interpello ex articolo 11, comma 1, lett. a), L. 212/2000 proposta da un contribuente in relazione alla definizione agevolata dei processi verbali di constatazione prevista dall'articolo 1 D.L. 119/2018.

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LA DEFINIZIONE DEL PVC NON È PRECLUSA DALL'ACCERTAMENTO

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

Non ha alcun effetto preclusivo sulla definizione agevolata del processo verbale di constatazione la notifica al contribuente, successivamente alla data del 24.10.2018, dell'avviso di accertamento avente ad oggetto le medesime violazioni constatate nel processo verbale.

È questo il chiarimento offerto dall'Agenzia delle Entrate con la risposta n. 19 del 30 gennaio 2019 alla domanda di interpello ex articolo 11, comma 1, lett. a), L. 212/2000 proposta da un contribuente in relazione alla definizione agevolata dei processi verbali di constatazione prevista dall'articolo 1 D.L. 119/2018.

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NO AGLI AVVOCATI ESTERNI PER L'AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE

Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario

È invalido l’atto di costituzione in giudizio dell'Agenzia delle entrate-Riscossione a mezzo di avvocato del libero foro per nullità della procura, qualora essa non assolva l'onere di indicare e allegare le fonti del potere di rappresentanza e assistenza di quest'ultimo in alternativa al patrocinio esercitato, per regola generale e salvo conflitto di interessi, dall'Avvocatura dello Stato. Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 1992 del 24.01.2019.

La controversia sottoposta al vaglio della Suprema Corte si fonda sul ricorso, proposto dal contribuente, avverso una sentenza della competente CTR, la quale aveva rigettato il gravame ritualmente esperito nei confronti di una decisione emessa dai giudici di prime cure. La parte resistente, cioè Equitalia Sud S.p.A., si costituiva in giudizio, proponendo anche un controricorso.

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