REDDITOMETRO IN STAND-BY CON IL DECRETO DIGNITÀ
Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario
Il D.L. 87/2018, rubricato “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018, introduce importanti misure in materia di semplificazione fiscale e per il contrasto alla delocalizzazione produttiva finanziata con aiuti pubblici anche sotto forma di agevolazioni fiscali.
Con riferimento alle prime, si evidenziano segnatamente le interessanti novità in materia di redditometro, le quali, ancorché abbiano deluso le aspettative non disponendone ufficialmente l’abrogazione, lo rendono comunque, di fatto, non operativo, seppur limitatamente ai controlli ancora da eseguire sul periodo di imposta 2016 e sui successivi.
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DAZI SUPPLEMENTARI UE SULLE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI USA
Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario
Alla recente introduzione da parte degli USA dei dazi doganali per le importazioni di acciaio e di alluminio da Europa, Canada e Messico è seguita tempestivamente la risposta decisa di Bruxelles, dove la Commissione europea ha adottato la regolamentazione con cui si prevedono dazi supplementari in caso di importazione di una lista di prodotti USA, per un valore complessivo di 2,8 miliardi di euro.
La Commissaria al Commercio UE Cecilia Malmstrom ha dichiarato quanto segue: “Non avremmo voluto trovarci in questa situazione. Tuttavia, la decisione unilaterale ed ingiustificata degli Stati Uniti di imporre dazi su acciaio e alluminio provenienti dall’UE non ci lascia altra scelta. Le regole del commercio internazionale, che abbiamo elaborato nel corso degli anni insieme ai nostri partner americani, non possono essere violate senza alcuna reazione da parte nostra. La nostra risposta è misurata, proporzionata e pienamente in linea con le norme dell’OMC”.
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FATTURE FALSE E ALTRI ARTIFICI: PREVISTO IL CONCORSO FRA REATI
Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario
In tema di reati tributari, laddove nella stessa dichiarazione annuale siano indicate differenti tipologie di elementi passivi fittizi, sulla base dell’annotazione di fatture per operazioni inesistenti e dell’impiego di altri documenti diversamente rappresentativi di una falsa realtà contabile, i delitti di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti e di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici concorrono, in quanto la clausola di salvaguardia contenuta nell’articolo 3 D.Lgs. 74/2000 ha la funzione di connotare tale fattispecie dell’ulteriore elemento differenziale dato dalla necessità che i mezzi fraudolenti siano diversi da documenti attestanti operazioni inesistenti, non potendo determinare l’assorbimento di tale reato in quello previsto dall’articolo 2 dello stesso decreto. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione con sentenza 25 maggio 2018, n. 23616.
La fattispecie disaminata dalla Suprema Corte trae origine dalla condanna di un soggetto, amministratore di fatto di una S.r.l., alla pena della reclusione, da parte della Corte d’appello di Trento, per aver commesso i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale e i reati di esposizione di elementi passivi fittizi attraverso l’annotazione di operazioni inesistenti sia mediante fatture fittizie sia tramite altri raggiri, relativamente ad una dichiarazione Iva.
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PRECLUSIONE PROBATORIA: LA CASSAZIONE FISSA I LIMITI
Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario
Ai fini dell’operatività della preclusione probatoria relativa al documento non esibito in sede di controllo, è necessario sia che l’Amministrazione finanziaria abbia espressamente e specificatamente richiesto il documento del quale lamenta l’inutilizzabilità, sia che lo stesso, al momento della richiesta, non fosse già nella sua disponibilità. È questo il principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione con ordinanza 22 giugno 2018, n. 16548.
La fattispecie trae origine dalla vittoriosa impugnazione dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Milano di due avvisi di accertamento sintetici relativi agli anni d’imposta 2004 e 2005, emessi all’esito dell’invio di un questionario e della produzione di documentazione da parte del contribuente. L’Agenzia delle Entrate proponeva appello, che veniva accolto dalla Commissione tributaria regionale della Lombardia.
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EFFETTI DELL'ESTINZIONE DELLA SOCIETÀ E SUCCESSIONE DEI SOCI NEL DEBITO TRIBUTARIO E NEL PROCESSO
Di Angelo Ginex, Dottorando di ricerca in Diritto Tributario e Avvocato, Ginex & Partners Studio Legale Tributario
Nel manuale per la preparazione alla prova scritta e prova orale del concorso Referendario di TAR indetto con DPCM è stato inserito un contributo in materia di estinzione della società e successione dei soci nel debito tributario e nel processo.
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